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“Fuori Campo !” , intervista a 360° per conoscere meglio le nostre protagoniste del Campionato di Serie A2

“Fuori Campo !” , intervista a 360° per conoscere meglio le nostre protagoniste del Campionato di Serie A2

PonzanoIla

1) Ciao Ila, oggi è il tuo turno. Iniziamo chiedendoti: come va in questo periodo?
Benone, grazie!

2) Dalle tribune appari come una persona riservata, oggi dovrai raccontarci tutto di te. Da dove vieni? Cosa ti ha spinto ad arrivare ad Albino?
durante l’estate, quando finisce la stagione, abito a Oltrecastello, un paese vicino a Trento, con mia mamma, mio papà, mia sorella, il cane e il coniglio. Sono via di casa da qualche anno perché un po’ per caso ho avuto l’opportunità di andare a giocare a Broni, che è il posto dove ho vissuto tre anni prima di arrivare ad Albino. Qui sono arrivata perché avevo bisogno di un posto dove mettermi in gioco e dove poter migliorare e l’Edelweiss cercava una giocatrice del mio ruolo, ho parlato un paio di volte al telefono con Giuliano, ci siamo trovati ed eccomi qui! Mia mamma era contenta della scelta dal punto di vista geografico, quando abbiamo guardato le foto di Albino al computer ha detto: “dai Ila guarda che bel verde, basta nebbia e pianura, torni in mezzo a un po’ di montagne”.

3) Oltre a qualche parola in dialetto ed oltre al nostro accento, cosa hai imparato ed appreso stando qui?
Prima di tutto devo dire che non sono sicura di aver preso così tanto il vostro accento, visto che anche le bimbe dell’under13 mi prendono sempre in giro per come pronuncio le s e le z, il mio obiettivo è farle arrivare a dire “difenZore” come me per la fine della stagione, per la gioia della Rosy. E per quanto riguarda le parole in dialetto, mi spiace ma continuo a preferire il mio “mona” a “pota”. Stando qua ho imparato tra le altre cose ad apprezzare la vostra cucina, il mio piatto bergamasco preferito sono gli scarpinoc dell’Ezio. (Gionchilie, ndr)

4) Raccontaci la tua vita oltre il basket. Cosa studi? Hai difficoltà nell’unire vita sportiva ed universitaria?
Devo dire che il mio percorso universitario non è stato facile, c’ho messo un po’ a trovare la mia strada. Finite le superiori vivevo ancora a casa e mi sono iscritta a fisica a Trento, il primo anno è andato molto bene. Poi sono andata via per giocare e ho iniziato a non poter frequentare tutte le lezioni e fare fatica. Dopo due anni ho quindi deciso, non senza dispiacere perché quello che studiavo mi piaceva molto, di cambiare corso di laurea e iscrivermi ad economia, che è più conciliabile con l’impegno del basket ed in ogni caso trovo interessante. Studiare mi piace ed anche se a volte è un po’ pesante mi dà molta soddisfazione. In futuro, con tranquillità, mi piacerebbe rimettermi alla prova con la laurea in fisica lasciata a metà.

5) Cosa vorresti fare una volta smesso di giocare?
Non ho ancora fatto progetti specifici a lungo termine a dire la verità. Sicuramente visto che ora ho la fortuna di poter fare dello sport che amo il mio lavoro, mi piacerebbe fare qualcosa che mi appassiona e mi stimola come adesso. Il percorso di studi che sto facendo mi lascia aperte molte porte, quindi cercherò di trovare la strada giusta per me.

6) Devi dirci la verità, quando eri piccola e ti chiedevano “cosa vuoi fare da grande?”, cosa rispondevi?
Allora, per questa domanda per essere sicura di dire la verità ho chiesto ai miei genitori se si ricordassero e la risposta, testuali parole, è stata: “no, eri sempre sulle nuvole e con un libro in mano”, quindi credo di non aver avuto le idee chiare nemmeno allora…

7) Parlaci di te come persona: Prova a dirci prima 3 tuoi pregi e poi 3 difetti.
Per quanto riguarda i pregi penso di essere una persona curiosa, empatica e vivace. Per quanto riguarda i difetti a volte quando mi arrabbio mi si chiude un po’ la vena, in certe situazioni sono troppo puntigliosa e rompiballe, quando parlo con le persone a cui tengo molto divento un bel po’ permalosa.

8) Hai la giornata libera, cosa fai? Quali sono i tuoi hobby e le tue passioni?
Mi piace molto stare all’aria aperta. Mi piace andare in montagna, sia in estate sia inverno, da buona trentina. Al momento con il basket durante l’inverno non riesco a sciare tanto ma è una passione che ho fin da quando sono piccola, perché mio papà fa il maestro di fondo e mi ha buttato sugli sci a tre anni. Diciamo che mi rifaccio d’estate quando ho tempo libero e vado a piedi o in bici. Mi piace anche molto leggere, un po’ tutti i generi, al momento sto leggendo un romanzo storico.

9) Se ripensi a questi due anni passati ad Albino, qual è il primo episodio che ti viene in mente? Raccontacelo!
Gli episodi fuori campo sono veramente troppi e soprattutto i migliori non sono raccontabili in questa intervista. Diciamo che a Albino ho trovato un bel po’ di gente con cui condividere momenti molto divertenti e mediamente fuori dal comune.
Ve ne racconto uno dei tanti. Quest’anno, ad inizio stagione, un pomeriggio faceva caldissimo e sono andata con Giovanna a fare il bagno nel Serio. Nel riattraversare il fiume da vestite siamo cadute nell’acqua e siccome non volevo arrivare tardi sono andata diretta in palestra a fare allenamento alle bimbe completamente fradicia, non ho mai capito se Giuliano e la Rosy se ne siano accorti o meno.

10) Devi dirci almeno 3 cose che non possono mancare nella tua giornata e qual è il tuo piatto preferito
Allora, il piatto preferito è difficilissimo perché mi piace un sacco mangiare, e mangio di tutto. Sono una fan accanita della pasta, ma forse per il piatto preferito opto per i crauti con la carne della mamma, ovviamente accompagnati da abbondante polenta. Ma, come detto prima, vado matta per gli scarpinocc di Ezio.
Per restare in tema, le cose che non possono mancare nella mia giornata sono colazione, pranzo e cena, con menzione d’onore per la merenda con la Giovanna, che mente quando dice che le scrocco sempre il pane e Nutella.

11) Ultime due domande per chiudere in bellezza: Se potessi avere un superpotere, quale vorresti? Il teletrasporto.

12) Se tu avessi 3 desideri a disposizione, cosa chiederesti?
Eh no a questa mi spiace ma non posso rispondere non posso rispondere, i desideri non si possono dire sennò non si avverano mica!

13) Un saluto degno di un capitano:
vi saluto con la mia citazione preferita, di Jacob Riis.
“Quando nulla sembra aiutarmi, mi piace guardare uno spaccapietre e come martella la sua roccia, forse anche cento volte senza mai avvertire neanche una piccola crepa. Poi, al centunesimo colpo, la pietra si spacca in due. E io so che non è stato l’ultimo colpo a spaccarla, ma tutti quelli che ci sono stati prima.”
Sciao a tutti beli, daghe che la finiamo bene questa stagione!

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